diario, 19.01 

La tragicità del momento, talvolta, fa capire molte cose.

Ho imparato con la tua scomparsa, Marco o meglio “Papittu”, che bisogna mettere da parte il rancore ed essere “amico di tutti”. Sapevo e ho riconfermato che la morte pone il resto in secondo piano. Cerco di ricordarti esclusivamente nei momenti in cui sorridevi e ci facevi ridere. Hai insegnato ad amare un paese e a non volerlo lasciare per nulla al mondo, nemmeno per un amore. Le ronde notturne fino all’alba, il mezzo Varnelli, la sigaretta dopo, il matrimonio con Alessandra che tutti aspettavamo perchè nemmeno ci credevamo che ti saresti sposato, le esperienze che hai vissuto e che raccontavi un pò a metà. La tua presenza da Priori, al monte, alle cene, alle feste, ovunque. Ora non c’è più.

Sarebbe bello uscire sabato e sentirti dire “Do jete stasera?!” con la voce rauca. Sarebbe proprio bello. 

1 anno fa · 1 nota
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  1. postato da mariapalombi